Simply Italian Great Wines
US TOUR
5 - 6 & 8 Ottobre 2026
Chicago • Houston • Cancun
Illinois
Lo Stato dell’Illinois, con Chicago come centro di consumo e distribuzione, continua a essere uno dei mercati più rilevanti negli Stati Uniti per il vino importato.
Nel primo trimestre del 2025 le importazioni USA sono aumentate del +3,9% in volume e del +21,6% in valore. Italia, Francia e Spagna hanno mantenuto un ruolo centrale, con l’Italia che cresce del +16,6% in volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche nella prima metà del 2025, il vino importato ha continuato a mostrare robustezza, registrando un +7,4% in valore e +1,9% in volume, trainato soprattutto da sparkling e vini fermi imbottigliati, categorie molto popolari in aree urbane come Chicago.
Per l’Illinois e Chicago questo significa un mercato ancora molto recettivo verso i vini importati di qualità, ma con un’evoluzione delle preferenze.
Da un lato cresce l’interesse verso vini premium e sparkling; dall’altro, le fasce più giovani orientano la domanda verso prodotti più freschi, accessibili e legati ad occasioni sociali, confermando un potenziale di crescita nelle categorie “easy to drink”.
Chicago rimane un centro chiave per l’importazione e la distribuzione di vini, con l’Italia ben posizionata e pronta a cogliere opportunità grazie alla forza delle sue denominazioni e all’attenzione crescente verso qualità, autenticità e formati moderni.
Texas
Il Texas, con Houston come mercato urbano chiave, resta tra i primi cinque Stati USA per consumo di vino importato e di vino italiano, grazie a una base di consumatori ampia, multiculturale e con una forte presenza di ristorazione internazionale.
Le importazioni di vino negli Stati Uniti mostrano un andamento più selettivo ma orientato al valore: nel primo trimestre 2026 gli USA hanno importato meno volume rispetto ai picchi del 2022–2023, ma con prezzi medi più elevati.
Nel periodo gennaio–aprile 2025 le importazioni hanno registrato +1% in volume e oltre +7% in valore, trainate da vini imbottigliati e spumanti, segmenti in cui l’Italia rimane leader per volumi e secondo fornitore per valore dopo la Francia.
Houston beneficia direttamente di questa dinamica: la città concentra una ristorazione di fascia medio‑alta in crescita e un forte consumo on‑premise legato a eventi corporate, fiere internazionali, industria energetica e sanitaria.
Nel secondo semestre del 2025 e nei primi mesi del 2026, i ristoranti full‑service dell’area di Houston hanno mantenuto margini più alti rispetto ad altre città texane, con una domanda stabile di vini importati nella fascia premium accessibile.
Le preferenze dei consumatori in Texas – e in particolare a Houston – continuano a evolversi: crescono Gen Z e Millennials adulti, così come le comunità latinoamericane e afroamericane, molto rilevanti nel mercato locale. Questi segmenti mostrano apertura verso vini freschi, immediati e conviviali, come Prosecco, Lambrusco, Chianti e rossi a medio corpo, privilegiando occasioni informali e consumo fuori casa.
All’inizio del 2026 il mercato del vino statunitense entra in una fase di stabilizzazione: i consumi complessivi restano sotto pressione in termini di volume, ma il valore tiene grazie a una maggiore attenzione alla qualità. I consumatori più giovani bevono meno rispetto alle generazioni precedenti, ma richiedono packaging moderni, storytelling chiaro e prodotti più leggeri, una tendenza che a Houston favorisce etichette italiane ben posizionate nella fascia premium accessibile e negli spumanti.
Messico
Il Messico è un mercato giovane e dinamico, con circa 131 milioni di abitanti, metà dei quali sotto i 26 anni. La domanda di vino continua a crescere, sebbene il consumo pro capite resti basso (circa 1,2 litri annui), ma orientato sempre più verso prodotti di qualità. Il segmento del vino imbottigliato sotto i 2 litri ha raggiunto 241,97 milioni di euro (+6,1%).
Nel 2025 il trend si conferma: il primo semestre mostra una stabilizzazione dei volumi e una crescita in valore intorno al +3%. L’Italia si conferma tra i principali fornitori, al
secondo posto dopo la Spagna.
Nel 2025, secondo i dati ICE, le esportazioni agroalimentari italiane in Messico (incluso il vino) hanno raggiunto 135,8 milioni di euro tra gennaio e luglio (+4,5%), con il vino
tra i prodotti più dinamici.
Le categorie più richieste sono vini rossi e spumanti, con il Prosecco in forte crescita. Le prospettive per il 2026 indicano un’ulteriore crescita della domanda di vini di qualità
e spumanti, favorita dall’espansione dei canali Ho.Re.Ca, della grande distribuzione e dell’e-commerce, che in Messico segue il trend globale verso la digitalizzazione e la vendita diretta al consumatore.
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